rassegna saltuaria da: stampa, blogs, forum
Lascia perplessi la protesta del movimento dei genitori riportata qualche giorno addietro
dall'Ansa
Ecco le ragioni della perplessità:
- intanto non è chiaro perchè in estate i bambini debbano andare a letto più tardi.
Ammesso che i motivi di tale ritardo siano ampiamente giustificabili e, soprattutto, che essi siano giustificabili e accettabili per i genitori (bontà loro), non si capisce perchè debbano passare il surplus di tempo davanti alla televisione anzichè scegliere un’altra forma di ricreazione
- ammesso che il surplus passato davanti alla televisione sia anch’esso ampiamente giustificabile e accettabile (!), non si capisce perchè si debba lasciare ai bambini la scelta del programma tivù.
Assunto che:
-i bambini d’estate vanno a letto più tardi
-il più tardi si tramuta in più tempo speso davanti alla televisione
-la scelta del programma tivù è compito dei genitori
-il film incriminato non è adatto ai bambini
-tale film viene trasmesso su una delle reti mediaset che si chiama Canale 5
perchè non scegliere un’altra rete?
Come starà Jack dopo l’abbandono da parte della sua bella?
Jack e la sua bella imperversavano a tutte le ore nel mese di Luglio nello spot tivù di una nota marca di gomma da masticare. La scena s’apriva con lei che si sfilava l’ anello e lo restituiva a lui pronunciando solo due parole: “I’m sorry”.
Ma che bello! pensa lo spettatore; che figa lei che non se lo fila più: nè il bel topone, nè- tantomeno- il diamante.
Nella scena successiva lui si allontanava su una nave; la scelta del mezzo è qui strategica: l’aereo è troppo veloce, il treno lo “wavi” con la mano per qualche minuto perchè poi sparisce, ma la nave no: quella s’allontana molto lentamente sicchè puoi vivere il distacco con tutta la drammaticità che un addio richiede.
E lei che fa in questo frangente? Si butta a mare con tutto il vestitino -che strazio la ripresa del suo didietro che si tuffa- e in poche bracciate lo raggiunge. Ma che fa? Pensa lo spettatore. Non ci avrà mica ripensato? Ma che delusione! Lui invece è tutto contento e speranzoso.
Però lei, l’infingarda, si limita a mettergli nella mano la gomma e poi si rituffa indietro, mentre la voce fuori campo declama “che li ami o no, assicurati che abbiano sempre....”(la gomma da masticare di cui al momento non mi sovviene il nome).
La delusione per lo spettatore è doppia: lei, con questo gesto materno, s’è giocata tutta la fighitudine dell’inizio. E’ come se avesse detto “non scordarti di indossare la maglia di lana”. Che stronza! Che squallida!.
Se il quotidiano La Repubbiica non avesse messo l’incipit in prima pagina, probabilmente avremmo saltato l’articolo tout court perchè, come ben sanno coloro che ci leggono, non ci interessiamo di calcio se non per motivi puramente etologici.
Ci riferiamo allo svelamento delle parole contenute nell’insulto che il calciatore Materazzi diresse a Zidane, calciatore della squadra straniera avversaria che gli rispose con una testata, durante l’incontro di calcio che decretò la squadra campione del mondo.
Minimizza l’articolista de “La Repubblica”, minimizzano gli italiani tutti, giacchè l’insulto viene considerato cosa di poco conto, mentre la testata di risposta viene ritenuta uno sproposito, e non - come è nostra opinione - una replica di pari livello culturale.
Anzi, e per l’esattezza, l’articolista di “La Repubblica”, Emanuela Audisio, che non tralascia di ricordare le origini algerine di Zidane, definisce la frase incriminata: “preferisco la puttana di tua sorella”, come “...la vecchia, triste, mala parola..”, dimenticando che i suoi connazionali, per molto meno della mala parola, un apprezzamento un po’ audace rivolto alle fidanzate, tanto per citare un esempio, tirano fuori i coltelli e spesso ci scappa anche il morto.
S’inaugura il 3 Settembre all’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino la prima edizione di MITO, una sorta di gemellaggio musicale tra le città di Torino e Milano nell’ambito della trentennale interessantissima rassegna internazionale della musica Settembre Musica, inaugurazione affidata all’Israel Philarmonic Orchestra diretta da Zubin Mehta, che eseguirà musiche di Schubert e Dvorak; mentre lnvece Milano risponde ed esordisce il giorno dopo, al Teatro alla Scala, con la Sinfonia n. 7 di Gustav Mahler: stessa orchestra, medesima direzione.
Informazioni e programmi possono leggersi qui
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Buon ascolto.
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