rassegna saltuaria da: stampa, blogs, forum
La più
bella
tra le belle si (ri)sposa
ma non è la sola.
Belle o brutte si sposan tutte.
E lo dimostriamo segnalando un blog fotografico tutto dedicato ai mariages.
Off topic: loro in occasione del loro matrimonio hanno detto si e noi, alla domanda se vogliamo divorziare dalla nostra Costituzione Repubblicana, risponderemo NO
Non mi riesce di moderare l’entusiasmo (perchè dovrei?)
Così esordiva nelle sue “Note personali” del numero 911 del “Venerdì di Repubblica” del 2 Settembre 2005, e l’rrefrenabile entusiasmo di Enzo Siciliano era per la direzione di Antonio Pappano nel Tristano e Isotta; direttore, Pappano, del quale Enzo Siciliano scrisse ancora ad esempio ne:
“Quel Don Giovanni, semplicemente grande”(“Venerdì di Repubblica” n. 950 del 2 Giugno 2006)
o, ancora, ne:
“Nell’acido paradiso del pacifista Britten” (Venerdì di Repubblica n. 921 dell’11 Novembre 2005).
Da le “Note personali” di Enzo Siciliano settimanalmente pubblicate dalla già citata rivista scelgo, a caso, alcuni titoli:
Schumann al piano, l’esordio di un genio
Il grande Tito di Mozart, che annoiò l’imperatore
Schubert, giovane genio tanto vicino a Mozart
L’anti-romantico Faurè precursore di Edith Piaf
Pollini al piano svela i segreti di Chopin
Dalla recensione (1 Luglio 2005) al live rimasterizzato del Requiem di Verdi per la direzione di Victor De Sabata, estrapolo (ma non a caso): “....Il coro mormora, lontano e sbigottito; mentre il quartetto dei solisti svetta per limpidezza, le voci tenute su un filo dinamico di cesellata passionalità. Svetta l’argento purissimo di una giovane, miracolosa per grazia e intensità, Renata Tebaldi...”;
ma, anche, su la registrazione del “Parsifal” (Deutsche Grammophon) con la collaborazione dell’Opera di Vienna Christian Thielemann:
“... Parsifal è un’opera dove le ombre si allungano con facilità, dove il giorno chiaro non riesce mai ad affacciarsi. Wagner sembra lavorare qui sul dubbio, sulle ansie umane....
Le ultime, preziose, “Note personali” sono nel numero 951, pubblicate, sempre oltre la centesima pagina, alla centoquarantanovesima in questo caso, del “Venerdì di Repubblica” del 9 Giugno 2006, giorno della morte di Enzo Siciliano.
Non mi riesce di moderare la tristezza. Perchè dovrei?
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