Absit Iniuria Verbo

rassegna saltuaria da: stampa, blogs, forum

lunedì, luglio 25, 2005
A Jean Charles de Menezes

Scrive Adriano Sofri (La Repubblica di ieri):

”... ha suscitato il sospetto negli inseguitori, a cominciare dalla stranezza del pesante cappotto... Tuttavia l’ultima cosa che un attentatore si propone è di dare nell’occhio.
Succede piuttosto che dei bravi barboni vadano in giro col cappotto in estate, e se non fossimo spaventati dal maledetto terrorismo, un uomo dalla faccia straniera e intabarrato a luglio, ci farebbe pensare subito a un barbone. L’idea che, per la paura degli attentati kamikaze e il generoso desiderio di proteggere la gente, si ammazzi un barbone dentro una galleria della metropolitana, è tristissima. ...”







Postato da: passim a 14:18 | link | commenti (9)

domenica, luglio 24, 2005
Uso ed abuso di un termine: Ciclo-ché? Post spicciolo a quattro o più mani

Tra i bloggers, particolarmente tra quelli di sesso femminile, è invalso l’uso di definirsi affetti da follia, da pazzia, da cambiamenti rapidi d’umore; in una parola da: ciclotimia. Come se questa fosse una sorta di valore aggiunto.
Ora ammettiamo che i tempi sono più che mai adatti ai cambiamenti repentini di stato d’animo, alla depressione, alla malinconia, all’insicurezza, alla paura.
Ma il termine è abusato, forse anche sconosciuto nel vero e tragico suo significato, lo si prende e lo si infila dappertutto, come un gioco.
Non siete d’accordo?
Ebbene, auguratevi allora di non entrare mai in una clinica psichiatrica per venirne fuori con una diagnosi che pesa come un macigno: affette da psicosi, caratterizzata dall’alternanza di stati melanconici e maniaci. Nevrosi, depressione schizofrenico-maniacale. E con una prescrizione: litio.
Smettetela dunque d’essere false ciclotimiche perché i tempi sono maturi perché lo diventiate sul serio.






Postato da: passim a 00:01 | link | commenti (4)

martedì, luglio 19, 2005

Quanti premio Nobel per la scienza annovera l’Italia?
Ci pare di poter affermare che non sono molti.
Uno che il premio l’ha ricevuto ed è in vita si chiama Carlo Rubbia.
Cosa se ne fa l’Italia di un “premio” Nobel per la scienza? Lo frusta. E lo frustra.
Ce ne stavamo davanti a un buon bicchiere di beaujolais, noi quattro amici, a festeggiare il 14 Luglio, vergognandoci un po’ di farlo in privato e non pubblicamente come facevano un anno fa altri
quattro amici
Il 14 Luglio l’ha ricordato in vece nostra
politbjuro
con un Delacroix in fotomontaggio.
Ma che c’entra il 14 Luglio e l’Europa del Delacroix manipolata da politbjuro, con Carlo Rubbia? Niente, naturalmente, Trattasi come sempre di un panegirico.
Una dei quattro sorseggiava il suo vinello e si chiedeva come mai la sua vicina di casa, la biotecnologa, espatrierà in America. Forse per non lasciarsi frustare e frustrare ancor prima di diventare premio Nobel.
Il quotidiano “La Repubblica” ha pubblicato Carlo Rubbia e la sua “Ricerca umiliata all’Enea” il 15 Luglio scorso. L’Italia ha perso un finanziamento comunitario di 5 milioni e mezzo di euro che sono andati a un laboratorio di ricerca americano.


P.S. (aggiunto alle 22,41 da passim)
Volevo fornire il link alla lettera di Rubbia pubblicata da Repubblica (che avevo letto sul quotidiano cartaceo) ma non l'ho trovato. Ho invece trovato questo sito che la riporta per intero.
















Postato da: passim a 22:21 | link | commenti (8)

Qui, New York. La televisione si rinnova

La notizia arriva da New York e consisterebbe nella libertà di poter scegliere di farsi bombardare degli inserzionisti pubblicitari; in poche parole lo spettatore dovrebbe poter abbandonare il ruolo passivo per assumerne uno attivo.
Non temano dunque crisi di astinenza coloro che di pubblicità si nutrono perché l’autovettura più nuova, più veloce; piuttosto che le colazioni all’ombra di mulini; piuttosto che il pannolino assorbi pupù o il pannolone assorbi pipì potranno farseli arrivare direttamente in casa semplicemente azionando un pulsante di un marchingegno, al momento non meglio identificato dagli scriventi.
La televisione si rinnova, “per cambiar l’umanità” canterebbe forse Giorgio Gaber, e finalmente avremo la possibilità di poter seguire un film dall’inizio alla fine senza interruzioni.
Per parte nostra ammetteremo solo un singhiozzo, tra il primo e il secondo tempo, per fare la pipì, per prendere la birra fredda dal frigorifero, per imprecare contro l’accendino che si rende irreperibile proprio quando la sigaretta assume anche funzione taumaturgica.


Postato da: passim a 13:53 | link | commenti (2)

venerdì, luglio 08, 2005
Attualità di un post

sotto la categoria nonsense, quasi a voler esorcizzare il terrore che il ricordo di quell’esperienza ancora suscita.
in the tube


Postato da: passim a 01:24 | link | commenti (14)

domenica, luglio 03, 2005
SPAGNA

Mentre in Spagna si assiste a un bel salto di civiltà e l’Osservatore romano ha un bel dire che si tratta di “avvilente sconfitta dell’umanità” (!), in Italia vanno avanti con la fissa che bisogna curarli gli omosessuali.
E, periodicamente, qualcuno s’inventa un nuovo metodo, un corso (chissà se ne esistono anche per corrispondenza?) per guarire da una malattia inesistente.
Il mio post doveva infatti chiamarsi “Guaritori della malattia inesistente” ed era in gestazione da tempo, abbandonato sulla scrivania perché avevo smarrito l’articolo (letto su La repubblica) cui fare riferimento.
Per rintracciarlo, ho spulciato tra una pila di giornali che vanno dall’ottobre 2004 al 23 giugno 2005, s’intende non per colpa mia ma per colpa del disordine.
Un lavoro immane.
Natalia Aspesi donna intelligente e brillante (confesso di leggere anche la sua posta del cuore sull’inserto “il venerdì di repubblica”) così titolava su “La repubblica” del 3 maggio scorso: I corsi per “guarire” i gay.
A guidare la nuova crociata dei guaritori è tale Chiara Atzori, dottora in infettologia all’ospedale Sacco di Milano dalla quale non mi farei curare nemmeno un’unghia incarnita.
Dopo aver faticato tanto a ritrovare l’articolo cartaceo mi accorgo ora che, avendone il titolo e digitandolo su google, lo si trova agevolmente
qui
Val la pena di leggerlo.
E, tornando alla vittoria della civiltà sull’oscurantismo con la quale comincio questo post, suggerisco la lettura degli interventi di:
politbjuro
blog noto ai miei quattro lettori
e di:
Theratrace















Postato da: passim a 20:02 | link | commenti (17)

 
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