rassegna saltuaria da: stampa, blogs, forum
Le chiavi di ricerca usate nel corso del mese di Aprile (shinystat absit) confermano che gli Italiani hanno qualche problema (anche) con significato, coniugazione, modi e tempi dei verbi.
Ecco un resoconto delle ricerche effettuate:
- “da dove deriva il verbo abbronzare”
- “verbo apportare”
- “verbo masticare”
- “verbo rimpinguare”
- “verbo”
ma udite, udite, anche:
- “come si fa il verbo tuffarsi” (come si fa?)
- “debba che verbo è”
- “verbo benestare”
.
Che
mentore
ci salvi!
Tra l'amarezza e la rabbia di
red (condividiamo))
e
il ritorno al privato di
suzukimaruti (non condividiamo)
unica nota positiva rimane questo
ritorno
Giorno speciale, consacrato allo scambio di doni, all'ingordigia, all'ubriachezza, al sentimentalismo più melenso, alla noia generale e a domestiche virtù.
(Ambrose Bierce: Dizionario del diavolo)
il modello proposto dalla pubblicità del panettone Motta è quella di un bambino handicappato.
Infatti un bambino normodotato non metterebbe mai un panettone nel camino per attutire la craniata del babbo natale che vi si cala giù. Tuttalpiù penserebbe a un cuscino. Non vi pare?
Si sconsiglia dunque ai futuri genitori di consumare siffatto panettone onde evitare di generare figli subnormali. E si suggerisce anche di evitare di dare in pasto il panettone ai bambini che debole hanno ancora il sistema immunitario.
Che lui fosse un bravo ragazzo qualcuno lo può negar.
Anche a un gioiello come questo
sembra che non verrà risparmiata una così triste
sorte
Leggete qui
quel che i torinesi, e non solo questi, perdono con la chiusura di Agorà.
Cosa sorgerà al posto della storica libreria? Forse l’ennesima stracceria a prezzi tutt’altro che stracciati? Forse l’ennesimo ritrovo per gli amanti (troppi) dell’happy hour?
Chiara Chiabotto e Alessandro del Piero annegano nell'acqua della salute.
Lascia perplessi la protesta del movimento dei genitori riportata qualche giorno addietro
dall'Ansa
Ecco le ragioni della perplessità:
- intanto non è chiaro perchè in estate i bambini debbano andare a letto più tardi.
Ammesso che i motivi di tale ritardo siano ampiamente giustificabili e, soprattutto, che essi siano giustificabili e accettabili per i genitori (bontà loro), non si capisce perchè debbano passare il surplus di tempo davanti alla televisione anzichè scegliere un’altra forma di ricreazione
- ammesso che il surplus passato davanti alla televisione sia anch’esso ampiamente giustificabile e accettabile (!), non si capisce perchè si debba lasciare ai bambini la scelta del programma tivù.
Assunto che:
-i bambini d’estate vanno a letto più tardi
-il più tardi si tramuta in più tempo speso davanti alla televisione
-la scelta del programma tivù è compito dei genitori
-il film incriminato non è adatto ai bambini
-tale film viene trasmesso su una delle reti mediaset che si chiama Canale 5
perchè non scegliere un’altra rete?
Come starà Jack dopo l’abbandono da parte della sua bella?
Jack e la sua bella imperversavano a tutte le ore nel mese di Luglio nello spot tivù di una nota marca di gomma da masticare. La scena s’apriva con lei che si sfilava l’ anello e lo restituiva a lui pronunciando solo due parole: “I’m sorry”.
Ma che bello! pensa lo spettatore; che figa lei che non se lo fila più: nè il bel topone, nè- tantomeno- il diamante.
Nella scena successiva lui si allontanava su una nave; la scelta del mezzo è qui strategica: l’aereo è troppo veloce, il treno lo “wavi” con la mano per qualche minuto perchè poi sparisce, ma la nave no: quella s’allontana molto lentamente sicchè puoi vivere il distacco con tutta la drammaticità che un addio richiede.
E lei che fa in questo frangente? Si butta a mare con tutto il vestitino -che strazio la ripresa del suo didietro che si tuffa- e in poche bracciate lo raggiunge. Ma che fa? Pensa lo spettatore. Non ci avrà mica ripensato? Ma che delusione! Lui invece è tutto contento e speranzoso.
Però lei, l’infingarda, si limita a mettergli nella mano la gomma e poi si rituffa indietro, mentre la voce fuori campo declama “che li ami o no, assicurati che abbiano sempre....”(la gomma da masticare di cui al momento non mi sovviene il nome).
La delusione per lo spettatore è doppia: lei, con questo gesto materno, s’è giocata tutta la fighitudine dell’inizio. E’ come se avesse detto “non scordarti di indossare la maglia di lana”. Che stronza! Che squallida!.
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